Redazione galleriaborghese.com Guida indipendente · aggiornata 2026-08-27
In sintesi.

La Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice (1804–1808), marmo di Carrara di Antonio Canova, è il capolavoro neoclassico della Galleria Borghese ed è l'unica scultura di Canova nella collezione permanente del museo, esposta nella Sala I (Sala della Paolina) al piano terra. Commissionata dal principe Camillo Borghese, ritrae la sorella di Napoleone come dea vincitrice del giudizio di Paride; è celebre per gli aneddoti sulla posa "nuda", per il meccanismo che faceva ruotare la statua e per la finitura che ammorbidiva il marmo alla luce delle candele. Le altre grandi opere romane di Canova — Perseo e Pugilatori ai Musei Vaticani, i monumenti a Clemente XIV e Clemente XIII, il Cenotafio degli Stuart — sono altrove: per vedere la Paolina serve un biglietto prenotato della Galleria Borghese, con visita a fasce orarie di due ore.

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Chi era Antonio Canova

Antonio Canova nacque a Possagno (Treviso) il 1° novembre 1757 e morì a Venezia il 13 ottobre 1822. È considerato il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura, soprannominato "il nuovo Fidia". Figlio di uno scalpellino e rimasto orfano di padre da bambino, fu avviato all'arte dal nonno Pasino, tagliapietre. Compì l'apprendistato a Venezia, dove frequentò l'Accademia del Nudo e scolpì opere giovanili come Orfeo ed Euridice e Dedalo e Icaro (1779).

Nel 1779 si recò a Roma e vi si stabilì dal 1781, città che rimase il suo punto di riferimento per tutta la vita. A contatto con le teorie neoclassiche di Winckelmann e Mengs, e dopo i viaggi a Pompei ed Ercolano, elaborò un'arte fondata sull'ideale di bellezza, sulla grazia e sulla "finitezza" delle superfici marmoree levigatissime. A Roma realizzò capolavori come il Teseo sul Minotauro (1781–1783), Amore e Psiche, la Maddalena penitente e i grandi monumenti funerari.

Canova ebbe committenti prestigiosi in tutta Europa: la corte pontificia, gli Asburgo, i Borbone, la nobiltà veneta, romana e russa, e la famiglia Bonaparte. Fu ritrattista dei Napoleonici e realizzò opere come Napoleone come Marte pacificatore e la Paolina Borghese. Nel 1802 fu nominato Ispettore Generale delle Antichità e delle Belle Arti dello Stato Pontificio, incarico legato al suo ruolo nell'Accademia di San Luca. Nel 1815, dopo la caduta di Napoleone, papa Pio VII lo inviò a Parigi per recuperare le opere d'arte italiane trafugate dai francesi: grazie a un'abile azione diplomatica riportò in patria gran parte dei capolavori. In riconoscimento, il papa gli conferì il titolo di Marchese d'Ischia con un vitalizio di tremila scudi, che Canova destinò al sostegno delle accademie d'arte. Negli ultimi anni fece costruire a Possagno il Tempio Canoviano, che ne custodisce le spoglie.

Datazione1804–1808
MaterialeMarmo di Carrara
Misure92 cm · 160 con il letto
SalaSala I, piano terra

Altre esperienze a Roma da non perdere

Chi viene alla Galleria Borghese per Canova di solito costruisce attorno alla visita un itinerario neoclassico e barocco: i Musei Vaticani, dove sono il Perseo Trionfante e i Pugilatori; la Basilica di San Pietro con il monumento a Clemente XIII e il Cenotafio degli Stuart; la Basilica dei Santi Apostoli; e, a pochi passi dal museo, i giardini di Villa Borghese e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Molti visitatori abbinano il museo a una visita guidata su Bernini e Caravaggio o a una passeggiata fino alla Terrazza del Pincio.

La Paolina Borghese come Venere Vincitrice: il capolavoro della Galleria

La commissione

Camillo Borghese aveva sposato Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, nel 1803 a Parigi. Paolina, nata ad Ajaccio nel 1780, aveva 23 anni ed era già vedova del generale Leclerc. Trasferitasi a Roma a Palazzo Borghese, si dedicò alla vita mondana. Sebbene il matrimonio non fosse felice, Camillo convocò l'artista più illustre del momento per il ritratto della moglie, commissionando l'opera nel 1804. Secondo la scheda ufficiale della Collezione Galleria Borghese, Canova "risulta pagato 6000 scudi il 15 maggio 1808 (Faldi 1954; Pupillo 2019)".

Il soggetto

Paolina è raffigurata come Venere Vincitrice del giudizio di Paride: nella mano sinistra regge il pomo d'oro, simbolo del suo primato di bellezza sulle rivali Giunone e Minerva. Secondo il mito, il principe troiano Paride dovette assegnare la mela "alla più bella" tra Era, Atena e Afrodite, scegliendo quest'ultima. Paragonando Paolina a Venere, Canova celebrava la bellezza della principessa e con lei il trionfo dei Bonaparte. Si racconta che l'artista avesse inizialmente suggerito di ritrarre Paolina come Diana cacciatrice, ma che la principessa avrebbe rifiutato dicendo che nessuno l'avrebbe mai creduta vergine.

Dati tecnici

Marmo di Carrara, numero d'inventario LIV, altezza cm 92, cm 160 considerando il letto, datazione 1804–1808. La figura è languidamente semidistesa su un'agrippina (un divano con un solo bracciolo, il triclinio-chaise longue di gusto Impero), il busto nudo, la parte inferiore avvolta da un panneggio leggero. Il volto idealizzato la eleva a dimensione divina, mentre elementi come il bracciale al polso e la patina rosata dell'incarnato la riportano a una parvenza di vita.

La tecnica di Canova

Canova organizzava la bottega riservando a sé l'ideazione e "l'ultima mano": la levigatura paziente, con abrasivi sempre più sottili, che portava all'effetto della "vera carne". La sbozzatura del marmo era affidata agli assistenti a partire dai "punti" fissati sul modello in gesso. Sulla Paolina Canova stese come finitura l'"acqua di rota": secondo la scheda ufficiale del museo era "l'acqua che si faceva colare sulla mola per non surriscaldare i ferri da arrotare, che dava alla superficie una lucentezza rosata (Cicognara 1824)". L'effetto si esaltava nella visione a lume di candela.

Straordinaria è la resa del materasso, che pare affondare sotto il peso della dea — un omaggio dichiarato al materasso che Bernini aveva scolpito per l'Ermafrodito Borghese, venduto a Napoleone proprio in quegli anni.

Sala dell'Ermafrodito alla Galleria Borghese
Il materasso della Paolina cita quello che Bernini aveva scolpito per l'Ermafrodito Borghese — ceduto a Napoleone proprio negli anni in cui Canova lavorava alla statua

Il meccanismo rotante

Sotto l'agrippina è nascosto un ingegnoso meccanismo ruotante su un asse centrale, realizzato a Torino, che permetteva alla scultura di girare e mostrarsi a 360°, così da rivelare giochi di luce sempre diversi. Il meccanismo fu ripristinato nella sua funzione durante il restauro del 1997. Nel 1953 al letto furono aggiunte due zampe leonine.

Gli aneddoti

L'opera destò scalpore per la sensualità e per la nudità di un personaggio realmente esistente. Fiorirono pettegolezzi sull'eventualità che Paolina avesse posato svestita; a chi glielo chiedeva, secondo la tradizione, la principessa avrebbe risposto con ironia: «Ma la stanza era ben riscaldata!» oppure «Ogni velo può cadere dinanzi al Canova». Le fonti non permettono di stabilire con certezza se posò davvero nuda: il dibattito resta aperto e questi racconti vanno considerati leggendari.

Il destino dell'opera

Consegnata nel 1808, la statua fu trasportata nel 1809 a Torino (Palazzo Chiablese), dove Camillo era governatore dei dipartimenti d'Oltralpe. Rientrata a Roma via mare nel 1814, fu esposta a Palazzo Borghese di Campo Marzio, dove la si poteva ammirare anche di notte a lume di fiaccola. Nel 1820 Camillo decise di chiuderla in una cassa, per far cessare il mercato degli ingressi a pagamento gestito dalla servitù e per non compromettere i rapporti con la corte pontificia.

Anche Paolina, in una lettera del 22 gennaio 1818, aveva chiesto al marito di non mostrarla più:

Paolina Bonaparte a Camillo Borghese, 22 gennaio 1818.

«Camillo, vorrei pregarvi di farmi un piacere… So che talvolta consentite a qualcuno di vedere la mia statua di marmo. Sarei lieta che questo non accadesse più, perché la nudità della scultura sfiora l'indecenza. È stata creata per il vostro piacere, ora non è più così, ed è giusto che rimanga nascosta agli sguardi altrui».

Nel 1838 la scultura giunse alla Villa Borghese (Stanza di Elena e Paride) e nel 1889 fu collocata nella posizione attuale, la Sala I al piano terra, in accordo con i dipinti della volta di Domenico De Angelis con le Storie di Venere ed Enea. Fu acquistata dallo Stato nel 1902.

Analisi artistica

La Paolina fonde ritratto e dea ideale: l'idealizzazione neoclassica del volto convive con un naturalismo quasi pittorico degli incarnati e dei veli. La composizione bilancia le linee orizzontali e verticali del letto con le diagonali del corpo, e la testa leggermente ruotata invita a una visione di tre quarti. La posa rimanda al repertorio classico — sculture etrusche e romane sui sarcofagi — e alla tradizione veneta del Cinquecento, alle Veneri di Tiziano e alla Danae di Correggio, con cui l'opera era idealmente in competizione all'interno della villa. Rientra nel cosiddetto genere "grazioso" della produzione canoviana. Il gesso originale è alla Gipsoteca di Possagno, i disegni preparatori al Museo Civico di Bassano.

Una sola Canova, non di più.

La Paolina è l'unica opera di Canova nella collezione permanente della Galleria Borghese. Le oltre cinquanta opere presentate in occasione della mostra "Canova e la Venere Vincitrice" (Galleria Borghese, 2007–2008, curata da Anna Coliva e Fernando Mazzocca) erano prestiti temporanei dai maggiori musei del mondo, e non fanno parte della raccolta.

Le altre grandi opere di Canova a Roma e in Vaticano

La Paolina è l'unica scultura di Canova nella collezione permanente della Galleria Borghese. Ma Roma custodisce altri capolavori dell'artista:

  • Perseo Trionfante ai Musei Vaticani (Museo Pio-Clementino, Cortile Ottagono): concepito verso il 1797 e scolpito nel marmo tra la fine del 1800 e i primi mesi del 1801, fu collocato sul piedistallo dell'Apollo del Belvedere.
  • I due Pugilatori, Creugante e Damosseno, ai Musei Vaticani: modellati negli anni 1790 e acquistati da Pio VII nel 1801.
  • Monumento funebre di Clemente XIV (1783–1787) nella Basilica dei Santi Apostoli: al suo apparire fu acclamato come rinascita della scultura greca.
  • Monumento funebre di Clemente XIII (1783–1792) nella Basilica di San Pietro: con il pontefice inginocchiato in preghiera e i celebri leoni alla base.
  • Cenotafio degli ultimi Stuart (commissionato nel 1810 da mons. Angelo Cesarini, eretto nel 1819) nella Basilica di San Pietro: struttura a obelisco tronco con i due angeli nudi che suscitarono polemiche.
  • La Galleria Nazionale d'Arte Moderna conserva l'Ercole e Lica.

I Musei Vaticani sono il secondo indirizzo canoviano della città, e come la Galleria Borghese vanno affrontati con un biglietto acquistato in anticipo: senza, la coda può durare ore.

La nostra scelta su GetYourGuide: biglietto salta-fila per Musei Vaticani e Cappella Sistina — valutato 4,5 su oltre 155.000 recensioni.

Vedere la Paolina con uno storico dell'arte

La Sala I è la prima del percorso, e una guida serve soprattutto per quello che l'occhio da solo non coglie: la finitura ad "acqua di rota", il materasso che cita Bernini, il dialogo con la volta di De Angelis sopra la testa della statua. In due ore contingentate, avere qualcuno che indica queste cose cambia la visita.

Sala delle sculture della Galleria Borghese
Top per recensioni

Visita guidata in piccolo gruppo con ingresso salta-fila

Uno storico dell'arte autorizzato apre la visita proprio dalla Paolina nella Sala I, poi prosegue con i quattro Bernini e la Sala di Caravaggio, al ritmo del turno di 2 ore. È il tour meglio valutato del sito: 4,7 su oltre 2.700 recensioni.

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I capolavori di Canova fuori Roma

Molte opere celebri non si trovano a Roma. Vale la pena saperlo prima di partire, per non cercare in Galleria Borghese qualcosa che è a Parigi o a San Pietroburgo:

  • Amore e Psiche (1788–1793): al Louvre di Parigi; una seconda versione (Amore e Psiche stanti) è all'Ermitage di San Pietroburgo.
  • Le Tre Grazie: la prima versione (1812–1816) all'Ermitage, la seconda (1814–1817) condivisa tra il Victoria and Albert Museum di Londra e le National Galleries of Scotland.
  • Teseo sul Minotauro (1781–1783): al Victoria and Albert Museum.
  • Ebe: in varie versioni (Berlino, Forlì, Chatsworth).
  • Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria (1798–1805): nella chiesa degli Agostiniani (Augustinerkirche) a Vienna, con la celebre struttura a piramide.
  • Napoleone come Marte pacificatore (1803–1806): il marmo alla Apsley House di Londra, la versione in bronzo a Brera.
  • Maddalena penitente: a Genova (Palazzo Bianco).
  • Dedalo e Icaro: al Museo Correr di Venezia.
  • La Gipsoteca di Possagno conserva i gessi originali dell'intera produzione dispersa nei musei del mondo.

Come vederla: visita e biglietti

La Paolina si trova nella prima sala della Galleria Borghese. Per vederla occorre un biglietto prenotato: la prenotazione è obbligatoria per tutte le categorie di biglietto, inclusi i gratuiti. Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:00, con ultimo ingresso alle 17:45; il lunedì è chiuso. La visita si svolge a fasce orarie di due ore, con capienza limitata a 180 persone per turno.

BigliettoIngressoPrenotazioneTotale
Intero16,00 €2,00 €18,00 €
Turno serale delle 17:4511,00 €2,00 €13,00 €

Secondo il sito ufficiale (dati 2026) il biglietto intero costa 16,00 € + 2,00 € di prenotazione, per un totale di 18,00 €, mentre il turno serale delle 17:45 costa 11,00 € + 2,00 €. I prezzi possono aumentare in occasione di mostre temporanee e vanno sempre verificati sul sito ufficiale. Si consiglia di prenotare con largo anticipo perché i posti si esauriscono rapidamente. Tutti i dettagli su tariffe, riduzioni e canali ufficiali sono nella nostra guida ai biglietti della Galleria Borghese.

Ingresso della Galleria Borghese
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Biglietto salta-fila con audioguida

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Costruire l'itinerario canoviano

  • Per chi visita Roma: prenotare il biglietto della Galleria Borghese con settimane di anticipo tramite il canale ufficiale, scegliendo una fascia oraria. La Sala I con la Paolina è la prima che si incontra al piano terra.
  • Per completare l'itinerario canoviano a Roma: abbinare la visita ai Musei Vaticani (Perseo e Pugilatori) e alle basiliche di San Pietro (Clemente XIII, Cenotafio Stuart) e dei Santi Apostoli (Clemente XIV).
  • Per l'approfondimento: consultare la scheda ufficiale sul sito della Collezione Galleria Borghese e, per i gessi e i disegni, la Gipsoteca di Possagno e il Museo Civico di Bassano.
  • Soglie che cambiano le indicazioni: verificare sempre orari e prezzi sul sito ufficiale prima della visita, perché variano con le mostre temporanee; nei giorni di ingresso gratuito (prima domenica del mese) la prenotazione resta obbligatoria e i posti si esauriscono ancora più in fretta.

Il piano terra prosegue con i quattro gruppi di Bernini e si chiude con la Sala VIII e i sei Caravaggio; la storia di come tutto questo sia finito in una sola villa è raccontata nella nostra guida su Scipione Borghese e la storia della collezione.

Note sulle fonti.

Gli aneddoti sulla posa nuda di Paolina e le battute che le sono attribuite sono tradizioni non documentate con certezza e vanno lette come leggendarie; anche la lettera del 1818 circola in traduzione, citata da fonti secondarie. Alcune fonti datano l'opera 1805–1808 invece di 1804–1808: la datazione ufficiale della Galleria Borghese è 1804–1808 (commissione 1804, pagamento maggio 1808). Sulla collocazione del Cenotafio degli Stuart in San Pietro le fonti secondarie discordano (navata sinistra o destra); le più autorevoli — Wikipedia italiana e Museo di Roma — indicano la navata sinistra. Per il Perseo vaticano, "1797" si riferisce all'ideazione e "1800–1801" all'esecuzione in marmo: non è una contraddizione ma una distinzione fra concezione e realizzazione. Prezzi e orari sono indicativi (dati 2026) e vanno verificati sul sito ufficiale prima della visita.

Domande frequenti

Le risposte alle domande più ricorrenti su Canova e la Paolina Borghese.

Dove si trova la Paolina Borghese di Canova?

Nella Sala I della Galleria Borghese, detta anche Sala della Paolina, al piano terra: è la prima sala che si incontra lungo il percorso di visita.

Quante opere di Canova ci sono alla Galleria Borghese?

Una sola nella collezione permanente: la Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice. Le oltre cinquanta opere esposte per la mostra Canova e la Venere Vincitrice del 2007–2008 erano prestiti temporanei dai maggiori musei del mondo.

Di che anno è la Paolina Borghese e quanto misura?

È datata 1804–1808: la commissione è del 1804 e Canova risulta pagato 6000 scudi il 15 maggio 1808. È in marmo di Carrara e misura 92 cm di altezza, 160 cm considerando il letto. Numero d'inventario LIV.

Perché Paolina è raffigurata come Venere Vincitrice?

Perché regge il pomo d'oro del giudizio di Paride, il premio assegnato alla più bella fra Giunone, Minerva e Venere. Paragonando Paolina a Venere, Canova celebrava insieme la bellezza della principessa e il trionfo dei Bonaparte.

È vero che Paolina posò nuda?

Non è dimostrabile. Le fonti non permettono di stabilirlo con certezza e le battute che le vengono attribuite — «Ma la stanza era ben riscaldata!» e «Ogni velo può cadere dinanzi al Canova» — sono tradizioni non documentate, da considerare leggendarie.

È vero che la statua ruotava?

Sì. Sotto l'agrippina è nascosto un meccanismo su asse centrale, realizzato a Torino, che permetteva di far girare la scultura a 360° per rivelare giochi di luce sempre diversi. È stato ripristinato nel restauro del 1997.

Cos'è l'acqua di rota di cui si parla per la Paolina?

È la finitura che Canova stendeva sul marmo: secondo la scheda ufficiale, «l'acqua che si faceva colare sulla mola per non surriscaldare i ferri da arrotare, che dava alla superficie una lucentezza rosata» (Cicognara 1824). L'effetto si esaltava a lume di candela.

Dove si vedono le altre opere di Canova a Roma?

Il Perseo Trionfante e i Pugilatori Creugante e Damosseno sono ai Musei Vaticani, il monumento a Clemente XIV nella Basilica dei Santi Apostoli, il monumento a Clemente XIII e il Cenotafio degli Stuart in San Pietro, l'Ercole e Lica alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

Serve prenotare per vedere la Paolina?

Sì. La prenotazione è obbligatoria per tutte le categorie di biglietto, gratuiti compresi. La visita si svolge a fasce orarie di due ore con capienza limitata a 180 persone per turno, e i posti si esauriscono rapidamente.

Quanto costa il biglietto per vedere la Paolina?

Secondo il sito ufficiale (dati 2026) il biglietto intero costa 16,00 € più 2,00 € di prenotazione, per un totale di 18,00 €; il turno serale delle 17:45 costa 11,00 € più 2,00 €. I prezzi possono aumentare durante le mostre temporanee e vanno sempre verificati sul sito ufficiale.